lunedì 27 febbraio 2012

lettera del 26/2/2012

Da: Antonio Aldo Trento
Data: 26 febbraio 2012 21:06:49 GMT+01:00

Carissimi amici, oggi é morto il nostro piccolo Victor, la nostra piccola ostia bianca. Il dolore è grande da parte di tutti. Perfino mio figlio Aldito e l´altro compagno di dormitorio, sebbene apparentemente incapaci di intendere e volere, stanno soffrendo perché hanno intuito che il piccolo compagno ed amico è morto. Mio figlio Aldo con la sua enorme testa è girato verso il letto che era di Victor e dai suoi occhi appaiono delle lacrime. Che Mistero questa simpatia fra tre piccoli che il mondo direbbe: ma perché vivono o li lasciano vivere? Che potenza tiene la vibrazione dell´Essere!

Victor è adesso lì nella cella mortuaria, con i suoi occhi spappolati aperti. Non sembra che il suo corpo sia morto perché è tutto come prima. Anzi, in lui morto, si fa ancora più evidente la Presenza del Mistero. È morto alle 4 del mattino, consumandosi come una candela. É morto quando tutti stavano qui con lui, perché il rischio era che morisse giorni fa quando eravamo in Brasile. Abbiamo deciso di seppellirlo domani domenica a fianco della nuova clinica, nel giardino perché lui è stato ed è adesso più di prima il cuore dell´ospedale.

Amici, è dura vedere quella culla vuota, ma la certezza che lui è in Paradiso ci riempie di stupore mentre le lacrime irrigano il nostro volto.

Preghiamo perché Victor, come tanti altri bambini che nella vita hanno conosciuto solo il dolore, dal cielo ci aiuti a sperimentare cosa vuol dire che la realtà è positiva, anche se nell´apparenza per molti è il contrario.

Questi lunghi anni di dolore che Victor ha vissuto ci hanno insegnato a toccare con mano la vibrazione dell´Essere, cioè: Victor c´è e se c´è, significa che un Altro lo sta facendo, un Altro che adesso ha deciso di prenderselo con sé.

                                                                                  Con affetto, P. Aldo e amici.

domenica 26 febbraio 2012

Messaggio, 25. febbraio 2012

"Cari figli! In questo tempo in modo particolare vi invito: pregate col cuore. Figlioli, voi parlate tanto ma pregate poco. Leggete, meditate la Sacra Scrittura e le parole scritte in essa  siano per voi vita. Io vi esorto e vi amo perchè in Dio troviate la vostra pace e la gioia di vivere. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

sabato 4 febbraio 2012

Pastore malmenato e ferito da radicali indù

ASIA/INDIA - Proiettava un film su Gesù: Pastore malmenato e ferito da radicali indù

Raipur (Agenzia Fides) – La sua “colpa” era quella di aver organizzato la proiezione di un film su Gesù con fedeli della sua comunità: per questo il Pastore protestante Rajendra Masih, 35 anni, che opera nel distretto di Rajnandgaon, nello stato di Chhattisgarh (India centrale) è stato percosso e ferito da un gruppo di radicali indù dell’organizzazione estremista “Bajrang Dal”, che lo accusavano di “conversioni fraudolente”. L’episodio, avvenuto il 31 gennaio e riferito all’Agenzia Fides, mostra come “l’intolleranza religiosa verso i cristiani sia allarmante”, nota a Fides l’Ong “Global Council of Indian Christians”.
Il Pastore aveva scelto la visione di un film in lingua hindi. Alla fine della proiezione, improvvisamente, 9 militanti indù hanno fatto irruzione nella sala, distruggendo tutte le attrezzature, come lo schermo, il lettore DVD e gli altoparlanti. Poi hanno afferrato il Pastore Rajendra e hanno iniziato a picchiarlo duramente, causando lacerazioni e contusioni sul viso e ferendolo gravemente all’occhio sinistro. L'aggressione, unita a urla e insulti, si è protratta per oltre un'ora, mentre i fedeli presenti, fra i quali alcuni bambini, erano terrorizzati. Gli attivisti hanno poi chiamato la polizia, accusando il pastore di conversioni fraudolente di fedeli indù al cristianesimo. La polizia ha preso in consegna il Pastore per ulteriori indagini. Il Pastore ha fornito la sua versione dei fatti (aveva solo organizzato la visione di un film) e gli agenti, non riscontrando alcun reato, lo hanno rilasciato.

(PA) (Agenzia Fides 3/2/2012)

giovedì 2 febbraio 2012

nel momento del pericolo, il Bene emerge (al Giglio)

Da Il Sussidiario, momenti di generosità al Giglio in occasione del naufragio della Costa Concordia (gen 2012)

".....quel ragazzone americano, che ha dato la forza  a qualche vicino spingendoli a tuffarsi in mare, e prodigandosi perchè raggiungessero sani e salvi la riva;  quel vigile del fuoco che ne aveva viste tante, terremoti e sciagure, e per una volta voleva godersi la festa per i suoi 25 anni di matrimonio. Ma non ha esitato un attimo a tornare nella sala da pranzo che pericolosamente si piegava, messa al sicuro la moglie, per andare a riprendere quel passeggero in carrozzina, che tra piatti  e bottiglie rotte non poteva muoversi, e di cui nessuno pareva essersi ricordato. 
il parroco di quella comunità striminzita e isolata, che ha spalancato la chiesa e costretto la perpetua a fare la vivandiera, senza guardare in faccia cristiani e islamici e atei, ci mancherebbe. Conta la gente del Giglio svegliata nel cuore di una notte fredda, e capace di tirar fuori le barche da pescatori, di buttarsi in mare, di aprire negozi e bar, case, alberghi, tirar fuori coperte e panini e caffè. Di tirar fuori il cuore.

Era già successo a Lampedusa, lo ricordiamo. Perché come dice Benedetto XVI, semplicemente fare il bene è bello, è umano, e nei momenti più bui, nella meschinità che trionfa, il bene che si fa e si vede  è il più grande viatico alla speranza, alla certezza che ancora un popolo esiste. 

Quando penseremo al Giglio. Se ci capiterà di visitarla d’estate, quando si mostra in ghingheri e profumata di erbe odorose e crema al cocco, stringeremo volentieri la mano ai suoi abitanti, sarà diverso entrare in quella chiesa e farsi un segno di croce. "

mercoledì 1 febbraio 2012

lettera del 31 gen 2012

Da: Antonio Aldo Trento
Oggetto: María Lucía é nata da alcune ore.


María Lucía é nata da alcune ore.
É bellisima. La sua mamma é una delle mie bambine vittima della violenza, ed ha 12 anni. Sono bellissime. Guardate che tenerezza! Ma ancora piú tenerezza mi fa il fatto che ambedue sono relazione con l´infinito e che il Mistero vibra nel loro essere indipendentemente delle circostanze in cui sono state concepite. Per me che dono piú grande ci puó essere della verginitá che mi rende padre di tanti piccoli, altrimenti abortati!
Amici pregate per la piccola mamma e per la sua bambina nata con 3kg e 100g.
P. Aldo