martedì 17 settembre 2013

legge sull'omofobia

Sulla legge contro l'#omofobia abbiamo già riassunto così la nostra posizione: no alla vessabilità (dell'errante), sì alla criticabilità (dell'errore).

1) No alla vessabilità, per così dire: quindi è giusta una legge contro la violenza omofoba (verbale e fisica).
A chi dice che basta già il codice penale vigente, obbietteremmo che dove esiste un problema specifico occorre una risposta specifica; se la vessazione delle persone "diverse" fosse dello stesso tipo (qualitativo e quantitativo) delle vessazioni che chiunque può subire, allora si tratterebbe di un problema stemperabile nel generico problema del rispetto della persona genericamente intesa. Qui invece c'è un problema specifico: le persone "diverse" sono esposte in modo speciale a vessazioni, hanno da temere di essere insultati, o picchiati o in casi estremi uccisi, in modo non paragonabile a quello di una persona "normale". Per questo: a problema specifico, risposta specifica. A minaccia generica, risposta generica (basta il codice); a minaccia speciale, risposta speciale.

2) Certo occorre una buona legga contro la violenza omofoba: che tuteli la libertà non di insulto, ma di critica. Questo giustamente va salvaguardato. Senza insultare le persone, si devono poter criticare gli atti. La Chiesa deve essere libera di continuare a dire che gli atti omosessuali sono contro natura e che la differenza sessuale è buona, voluta dal Creatore della natura (e oltretutto necessaria alla sopravvivenza del genere umano, il che non è poco).

Quanto alla bizzarra idea di #eterofobia, rimandiamo a questo post: http://cultura-cristiana.blogspot.it/2012/07/eterofobia.html.

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