venerdì 24 maggio 2013

suicidio politico?

Sarà anche un "suicidio politico" come dice su Tempi.it Casadei, però sempre suicidio è. Dunque qualcosa di estraneo alla tradizione e alla fede cristiana.
La verità è che si tenta di "salvare" in qualche modo il gesto di Dominique Venner, perché se non lo si salvasse si dovrebbe fare un po' di autocritica sul clima creato in Francia con l'opposizione, diciamo meglio con un certo tipo di opposizione, al "mariage pour tous", una opposizione che, per quanto se ne possano condividere molte ragioni, ha assunto tratti oggettivamente parossistici, tali da spingere facilmente appunto a gesti estremi, di tipo violento, contro altri (vedi nuimerosi episodi di pestaggi e attacchi fisici contro gay o sostenitori del mariage pour tous) o contro sé, come appunto nel caso di Venner.
Preghiamo il Mistero che abbia misericordia di lui, della Francia e di tutti noi, perché non ci mettiamo mai al Suo posto, ma accettiamo l'Evento imprevedibile di Cristo e le circostanze concrete che in ultima analisi sono di Lui segno, per quanto apparentemente brutte.

1 commento:

  1. Legato a questo tema io penso che ci sia il chiarirsi quel è la priorità (oggi, ma non solo): opporsi a una legge sbagliata o salvaguardare margini di libertà, per la Chiesa, di proporre Gesù Cristo? Un assetto legislativo soddisfacente o la libertas Ecclesiae? Certo, sarebbe bello avere tutto, sarebbe bello non dover scelgliere tra tali alternative. Ma l'odio anticristico monta in modo impressionante.
    E la Chiesa ha sempre avuto nel suo DNA un grande realismo (evitando ad esempio di denunciare pubblicamente certi aspetti del nazismo [vedi i cosiddetti silenzi di Pio XII] e del comunismo, che pure non erano molto meglio del "mariage pour tous", pur di garantirsi spazi di libertà operativa). Questa saggezza è necessaria, ci pare, anche oggi.

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