mercoledì 26 ottobre 2011

Messaggio, 25. ottobre 2011

"Cari figli, vi guardo e nei vostri cuori non vedo la gioia. Oggi io desidero darvi la gioia del Risorto perché Lui vi guidi e  vi abbracci con il suo amore e con la sua tenerezza. Vi amo e prego incessantemente per la vostra conversione davanti al mio figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

giovedì 13 ottobre 2011

Coesistenza pacifica in Egitto nel rispetto delle minoranze

Rattristato dagli episodi di violenzadi domenica scorsa, 9 ottobre,verificatisi in Egitto, il Papa ha espresso partecipazione al dolore per le vittimee ha rivolto un appello affinchésia salvaguardata la coesistenza pacifica nel rispetto delle minoranze.Nella catechesi dell'udienza generaleil Pontefice ha illustrato il temadella preghiera spiegando il Salmo 126. Sono profondamente rattristato dagli episodi di violenza, che sono stati commessi a Il Cairo domenica scorsa. Mi unisco al dolore delle famiglie delle vittime e dell'intero popolo egiziano, lacerato dai tentativi di minare la coesistenza pacifica fra le sue comunità, che è invece essenziale salvaguardare, soprattutto in questo momento di transizione. Esorto i fedeli a pregare affinché quella società goda di una vera pace, basata sulla giustizia, sul rispetto della libertà e della dignità di ogni cittadino. Inoltre, sostengo gli sforzi delle autorità egiziane, civili e religiose, in favore di una società nella quale siano rispettati i diritti umani di tutti e, in particolare, delle minoranze, a beneficio dell'unità nazionale. (©L'Osservatore Romano 13 ottobre 2011)

Appello dei vescovi canadesi per il pastore cristiano iraniano condannato a morte per apostasia

youcef-nadarkhani3Anche i vescovi del Canada si uniscono alla mobilitazione internazionale per salvare la vita a Yousef Nadarkhani, il pastore cristiano condannato a morte, in Iran, per apostasia. In una lettera indirizzata all’ambasciata iraniana a Ottawa, il presidente del Comitato per i diritti umani della Conferenza episcopale (Cecc), mons. Brendan O’Brien, chiede al governo di Teheran di rispettare i suoi impegni internazionali in materia di diritti umani. In particolare ricorda che nel 1948 l’Iran ha aderito alla Dichiarazione universale dei diritti umani che, all’articolo 18 stabilisce che “ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione” e che “questo diritto comprende anche la libertà di cambiare religione o convinzione”. Citando inoltre il recente intervento di mons. Dominique Mamberti, Segretario della Santa Sede per i Rapporti con gli Stati, all’Assemblea generale dell’Onu, la missiva afferma che “la mancanza di rispetto per la libertà religiosa è una minaccia per la sicurezza e la pace e impedisce la realizzazione di un autentico sviluppo umano integrale". Di qui la richiesta che il pastore Nadarkhani, e “tutte le persone che si trovano in situazioni analoghe sia trattato conformemente all’articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani”. Nadarkhani, 34 anni, padre di due bambini, si è convertito al cristianesimo all’età di 19 anni. Per questo motivo, e per avere convertito altri musulmani, era stato condannato a morte nel settembre del 2010 da una corte della sua città, Rasht, nel nord dell'Iran. Contro la sentenza hanno protestato i governi di diversi Paesi, in particolare Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Francia e Polonia, presidente di turno dell'Unione europea. Oggi intanto il tribunale della provincia di Ghilan che avrebbe dovuto avere l'ultima parola sulla sua vicenda giudiziaria ha stabilito che sarà la Guida Suprema Khamenei a decidere la sorte del pastore cristiano iraniano. (L.Z.)

lunedì 10 ottobre 2011

lettera del 10 ottobre 2011

Da: padre Aldo TRENTO Data: Mon, 10 Oct 2011 11:20:05 -0300 Cari amici, questa sera sono stato piú tempo del solito aguardare i miei bambini amalati, e in particolare il piccolo Victor. Da quando è nato è steso sul suo lettino. Non parla, non vede, non ascolta. Sembra assente totalmente dalla realtà. In tutto dipende da un altro. Non ha la scatola cranica mentre i suoi occhietti da tempo sono scoppiati. Piò essere mosso solo su due posizioni: dritto con la pancia in su e ogni tanto delicatamente su uno de due lati. Le piaghe da decubito, momento per momento trattate, insieme ad un gemito sottile che lo acompagna danno il quadro fisico, quello que vediamo di lui. Eppure Victor è molto, infinitamente di più. È l`evidenza clamorosa della vibrazione dell`Essere. Lo guardo commosso, lo accarezzo `perche lui c`é esiste. C`e’ esiste! Che stupore sento in me guardando l`essere che vibra in ogni particolare del suo corpo martoriato. Victor c`e, esiste, vive. Ogni volta che mi avvicino m`impatta la bellezza dell`essere un frammento di secondo che Lui è fatto, è fatto come me in ogni momento. La sua bellezza e quella dell`essere, del suo essere quasi ingabbiato in un corpo apparentemente deforme eppure tempio dello Spirito Santo. Lui, credo mi conosca per i baci, la tenerezza, ma sopratutto perché sia lui che io esistiamo, ci siamo, e siamo come “Tu che mi fai”. Il valore della sua vita, come quella del mio figlio Aldo e di Mario sta nell`essere che posso contemplare e da subito riconoscere, sono come me relazione con l`infinito. Molte volte penso guardandoli, cosí “deformi” per il mondo perche la cultura di oggi non riesce piú a coglire l`essere, ciò che esiste sulla sua profondità. Sono tante coppie che quando aspettano un figlio, più che essere commosi fino alle lacrime per il fatto che c`e, sono preoccupate per come è, come stá o se è maschio o femmina. Che bestemia! Prima dell`ecografía c`é la commozione per l`essere. Quella comozione che qualunque sia l`esito dell`ecografía non puó non crescere facendoci vibrare perché il Mistero si é reso manifesto. Quale grazia per me, per voi il mio Victor, sacramento dell`essere che lo crea in ogni momento. É un sabato sera, ma non riesco a staccarmi da Victor, e da Aldo e Mario. Victor respira affannosamente, gli ho fato una carezza e lui ha stretto i suoi piccoli pugni. Dalla nascita sembra assente dalla realtá eppure lui é nel cuore della realtá La bellezza di queste creature sta solo nel fatto che Esistono! Ed esistono perche un Altro prima di formarli cosí nel seno della loro madre ha pronunziato il loro nome. Capite allora che razza di miracolo l´esistere, che razza di commozione suscita in me l`essere di ognuno. Guardando loro non posso che essere grato per ció che mi unisce a loro. L`essere, e l’essere fatto adesso. Auguro a quanti aspettano un figlio di avere questa posizione adorante e commosa e non la commossa e non la preoccupazione egoista di come sará perche non accada che scomponga i nostri progetti che niente hanno c che vedere con l`essere e, quindi con il disegno di Dio su ognuno di noi. Pensate che differenza abissale passa fra il guardare un malato, un lebbroso come quello che ho nella cappella del Santíssimo con questi occhi fissi sull`essere a guardare gli stessi solo nel loro aspetto fenomenico! Senza questa posizione, che senso avrebbe la vita e il nostro vivere quotidiano?  P. Aldo

domenica 9 ottobre 2011

giovedì 6 ottobre 2011

lettera del 5 ottobre 2011

Da: padre Aldo TRENTO Data: Wed, 5 Oct 2011 16:08:22 -0300 Oggetto: Carta Cari amici, sono appena tornato dal confessarmi e finalmente dopo una settimana molto dura il cielo è tornato azzurro. Che grazia grande la confessione settimanale o anche più spesso. E guardate che la confessione non ha nulla a che fare con la direzione spirituale o con la ricerca di qualche consiglio. Il mio confessore è essenziale, ascolta i miei peccati, mi da la penitenza, mi fa dire l’Atto di dolore e poi l’assoluzione. Il tutto in tre minuti. Eppure che Avvenimento, che incontro con lo sguardo di Gesù che con i peccatori non ha mai perso più di qualche minuto. A Zaccheo ha detto: “scendi perché questa sera vengo a cenare con te”. A la adultera: “Donna chi ti ha condannato?” “Nessuno, Signore” “Neanch’io ti condanno. Va e non peccare più, cioè rimani sempre con me”. A Levi “seguimi” e lo seguì. Qualche minuto in più lo ha dedicato alla Samaritana, ma aveva le sue ragioni pedagogiche. Così è anche il mio confessore. L’essenzialità del Sacramento: riconoscere la Presenza, affidare il mio nulla e sentirmi abbracciato nella mia follia perché come ci ricorda Giussani nel suo libro: “Ciò che abbiamo di più caro” “chi commette peccato odia se stesso” e questa è la follia. Era stata una settimana dura in cui Gesù mi ha tenuto proprio vicino a Lui sulla croce ed in certi momenti l’avrei lasciato solo volentieri. È la tentazione a cui la mia libertà risponde con la confessione. Cioè con la pratica di ciò che Peguy e Giussani cita nell’ultimo libro, chiamano: VERITÀ IGIENICA, di cui la confessione è nella mia esperienza di 22 anni di missione, il cuore. Peguy parla di verità chirurgica che è quella più comoda: tagliare. E di verità igienica: “non cercate un miracolo ma un cammino”. Giussani mi ha educato molto bene a vivere questa speranza della verità igienica sia nel modo con cui mi ha educato a vivere la mia affettività e sia nel modo con cui vivere ogni particolare. Mentre noi saremmo sempre propensi per la verità chirurgica: tagliare. E così noi sperimenteremo la gioia di essere uomini, la gioia che nasce dal fatto che nulla di ciò che è umano ci sarà estraneo. È una grande sfida alla libertà perché la verità igienica ti chiama in gioco nella tua totalità ed esige un lavoro paziente come quello di un parto per ricordare il manifesto della Pasqua 1989, che riportava la famosa frase di Mounier. Questa settimana avrei voluto tagliare tante cose, tanti rapporti perché sentivo la fatica, ma l’obbedienza alla realtà mi ha fatto stare dentro quanto accadeva senza tagliare niente, senza censurare niente e alla fine, grazie alla compagnia sacramentale e alla confessione mi trovo più libero, più lieto. Lo pensavo ieri sera quando sono andato dal diabetologo il quale anche lui ha applicato noi miei confronti una terapia igienica non chirurgica. E questa terapia, la igienica si gioca tutta nella mia libertà, però alla fine salva tutto. Amici miei … anche un eventuale innamoramento imprevisto e da cui vorreste scappare o strappartelo di mezzo, come molti mi scrivono, ed invece devi fare i conti gridando e chiedendo aiuto. Vi auguro di leggere su “Ciò che abbiamo di più caro” quanto dice Giussani per cogliere la necessità di un lavoro, di un cammino, perché il vero miracolo è la verità igienica di cui la confessione frequente è il segno di una libertà davvero impegnata in un cammino di conversione. La settimana è stata dura, come ogni giorno perché qui vivo sempre nello stesso istante la morte e risurrezione di Gesù. Non ci sono intervalli! Un abbraccio, P. Aldo

lunedì 3 ottobre 2011

Messaggio del 2 ottobre 2011

"Cari figli, anche oggi il mio Cuore materno vi invita alla preghiera, ad un vostro rapporto personale con Dio Padre, alla gioia della preghiera in Lui. Dio Padre non vi è lontano e non vi è sconosciuto. Egli vi si è mostrato per mezzo di mio Figlio e vi ha donato la vita, che è mio Figlio. Perciò, figli miei, non fatevi vincere dalle prove che vogliono separarvi da Dio Padre. Pregate! Non cercate di avere famiglie e società senza di Lui. Pregate! Pregate affinché la bontà che viene solo da mio Figlio, che è la vera bontà, inondi i vostri cuori. Solo cuori pieni di bontà possono comprendere ed accogliere Dio Padre. Io continuerò a guidarvi. In modo particolare vi prego di non giudicare i vostri pastori. Figli miei, dimenticate forse che Dio Padre li ha chiamati? Pregate! Vi ringrazio."