domenica 27 febbraio 2011

Buon cammino

Saluto di don Giussani per l’inizio della Scuola di comunità su Il senso religioso degli studenti di Cl nell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Milano, 8 ottobre 1998

In Tracce n. 10, novembre 1998

  Vi sono molto grato di discutere sul volume che contiene le mie idee, esposte in tanti anni di lezione, prima in un Liceo e soprattutto all’Università. Ad ogni anno dicevo: «Io non voglio costringere alla persuasione nessuno, ma non voglio che si rinneghi quel che dico da nessuno che non abbia almeno letto le ragioni che io dico».
Mi permetto chiedervi di leggermi nell’intento sincero ed immediato di condividere con tutti i giovani la fatica sul valore della religione sorta da Gesù, figlio di Maria, ebreo di Nazareth.
Non si capisce se non verificando le idee e i valori nella propria singolare esperienza.
Questa esperienza può consistere anche nello shock o nel particolare sentimento che si sorprende in se stessi, o nella storia di un popolo o del mondo.
L’esperienza dice cose che dimostrano la sua verità. Quello che vi dico mi è dettato tutto da qualcosa che io ho studiato, desiderato, che ho ripugnato, ma finalmente amato con passione.
Per me è l’esperienza che insegna tutto il valore di idee e di cose permanendo nel tempo sia persuasivamente sia dubitativamente. Anche grandi pittori, musicisti e poeti dimostrano di continuare a riprendere il tema ispirato ad una “bellezza” incontrata.
In questa occasione che mi avete data Vi auguro una sincerità, una franchezza in tutto e un amore alla verità anche condiviso.
La mia vita ha conosciuto la letizia a queste condizioni.
Infine voglio ripetervi quello che santa Caterina, analfabeta, che è il più grande genio femminile italiano, diceva all’ultimo Papa di Avignone: «Se sarete quel che dovete essere, metterete fuoco in tutta l’Italia. Non accontentatevi delle piccole cose: Egli, Iddio, le vuole grandi».
                                                                                    Buon cammino.
                                                                                    don Giussani

venerdì 25 febbraio 2011

Messaggio, 25. febbraio 2011

Cari figli, la natura si risveglia e sugli alberi si vedono le prime gemme che porteranno un bellissimo fiore e frutto. Desidero che anche voi, figlioli, lavoriate sulla vostra conversione e che siate coloro che testimoniano con la propria vita, così che il vostro esempio sia il segno e l’esortazione alla conversione per gli altri. Io sono con voi e davanti a mio Figlio Gesù intercedo per la vostra conversione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

sabato 12 febbraio 2011

rivelazioni

Vi è la grande Rivelazione, quella dell'Antico e del Nuovo Testamento, culminata in Gesù Cristo, sigillata con le ultime parole dell'Apocalisse e sempre vivente nella Chiesa, che è la presenza di Cristo nella storia, il Suo Corpo.
Ma vi sono anche delle rivelazioni ulteriori, delle piccole rivelazioni, tra cui grande importanza hanno le apparizioni mariane (la Salette, Lourdes, Fatima e Medjugorie).
La Chiesa non obbliga a credere a queste ultime, esse non sono necessarie alla fede, ma le guarda con grande venerazione: personalmente i vicari di Cristo hanno creduto alle apparizioni mariane, e hanno guardato con stima ai fenomeni mistici, ad esempio di Padre Pio, o di S.Teresa d'Avila, o di S.Caterina da Siena, o di S.Brigida.

Che dire? Chi è come un bambino non si scandalizza che il Mistero continui a parlare, dia dei segni, come dire?, supplementari. Il parlare di Dio non è mai troppo, per chi è come un bambino, ed egli è tutto attento a non lasciar cadere nessuna delle Sue parole.

Certo, occorre discernimento: il Magistero della Chiesa aiuta, e lo stesso sensus fidei aiuta a vedere se una rivelazione è o meno in continuità con la grande Rivelazione. Una piccola rivelazione è vera se aiuta a vivere meglio la grande Rivelazione, a centrarsi totalmente su di essa. Inoltre occorre evitare il sensazionalismo e la curiosità: tutto deve servire a crescere nella fede e nella carità.

Resta però che fattore essenziale della fede è una umiltà, una semplicità  da bambini, che non può che rallegrarsi per una manifestazione del Mistero, nuova quanto antica.

lunedì 7 febbraio 2011

lettera del 5 febbraio 2011

Da: padre Aldo TRENTO
 Data: Sat, 5 Feb 2011 10:25:53 -0300
 Oggetto: Lettera

 Cari amici,
 La Presenza del Mistero, presente in ogni istante nella Clinica in Cristo Eucarestia e nel Cristo che soffre rende questo luogo un’esperienza quotidiana del miracolo.
 Guardate il mio figlio adottivo Aldo come gioca con il mio Marietto. I letti erano separati e –non so come abbiano fatto– d’improvviso entro nella camera con il Santissimo Sacramento e li trovo accostati e loro che giocano.
 Quel “Tu che mi fai” veramente. quando diventa la coscienza dell’io, permette perfino adue bambini, apparentemente incapaci di comunicare, di vivere con vera letizia la loro condizione umana
 Guardandoli giocare, mentre tenevo il S.S in mano, mi sono commosso perché vedevo nei loro occhi e nel loro chiasso l’evidente Presenza di quel “Tu” che domina la mia vita e tutto ció che mi circonda. Mentre il mondo direbbe che sono handiccapati e – chissá– molti genitori si vergognerebbero di avere dei figli cosí belli. Belli perché sono Gesú e per questo mi metto in adorazione davanti a loro.
 Che Dio doni ad ognuno un cuore capace di vedere nei propri figli Gesú, in particolare a quelle mamme incinte che aspettano con ansia il risultato di una ecografia, intimorite che il bambino abbia qualche difetto, dimenticando che, qualunque sia la sua condizione, é Gesú.
 P. Aldo

mercoledì 2 febbraio 2011

Messaggio del 2 Febbraio 2011 attraverso Mirjana

"Cari figli, vi radunate intorno a me, cercate la vostra strada, cercate, cercate la verità, ma dimenticate la cosa più importante: dimenticate di pregare correttamente. Le vostre labbra pronunciano parole senza numero, ma il vostro spirito non prova nulla. Vagando nelle tenebre, immaginate anche Dio stesso secondo il vostro modo di pensare e non quale è veramente nel suo amore. Cari figli, la vera preghiera proviene dalla profondità del vostro cuore, dalla vostra sofferenza, dalla vostra gioia, dalla vostra richiesta di perdono dei peccati. Questa è la via per la conoscenza del vero Dio e con ciò stesso anche di se stessi, perché siete creati a Sua immagine. La preghiera vi condurrà al compimento del mio desiderio, della mia missione qui con voi, l’unità nella famiglia di Dio. Vi ringrazio."