lunedì 14 giugno 2010

lettera del 9 giugno 2010

Carissimi,
                  grazie di cuore per la vostra amicizia e per il desiderio di tantissimi di venire in San Rafael per vedere ciò che compie la Divina Provvidenza. Però ogni desiderio è necessario che faccio i conti con quanto Carròn ci insegna e cioè che siamo chiamati dove siamo a vivere intensamente la realtà perché quel “Tu o Cristo” domini ogni circostanza. In questi anni sono state tante le visite e le domande si susseguono ogni giorno dall’Italia. Abbiamo avuto più volte anche tanti problemi dalle visite, alcuni perché pensano di sapere tutto, altri perché credono di trovare la soluzione magica ai loro problemi, altri perché, a modo loro e con tantissima buona fede, vogliono aiutare senza, però, tenere in conto tutti i fattori. Per cui, cogliendo l’occasione di incontrarmi con tutti i responsabili di C.L. dell’America Latina e con il cuore del centro Internazionale del Movimento di Milano, ho desiderato verificare con loro la situazione, arrivando alle conclusioni che riassumo in questa lettera.
 1-     La nostra amicizia, con alcuni siamo amici da più di 30 anni, ha bisogno di riscoprire sempre di più la sua origine, che è l’io di ciascuno commosso dall’incontro con Cristo, grazie ad una autentica figliolanza con il carisma, oggi guidato da Carròn. In questo senso potremmo anche non vederci per 30 anni e vivere un rapporto di una intensità incomparabile ed essere una compagnia missionaria unica, anche senza venire in missione.
 2-     La nostra amicizia sarà operativa, dove viviamo, solo se è sostenuta e alimentata da questa consapevolezza: essere missionari è proporre ciò che siamo a tutti nella modalità della nostra vocazione.
 3-     Rispetto al nostro rapporto con il Paraguay e le missioni in generale del movimento, è stato ribadito:
 a-     Il punto di riferimento, per chiunque voglia venire in missione, deve passare attraverso la segretaria internazionale che valuterà ogni richiesta. Questo vale per tutti coloro che, ovviamente,  vogliano venire nelle missioni del movimento, compresa la nostra parrocchia.
 b-     Questo per evitare tanti problemi di cui tutti siamo al corrente, compresi anche i riferimenti a cui le persone sono chiamate a guardare.
 c-      È importante che anche noi, per eventuali bisogni, passiamo attraverso il centro internazionale. Il responsabile, per chi volesse venire in missione sia “vecchio” che “nuovo”, è Don Michele.
 4-     Per quanto riguarda il nostro caso concreto:
 a-     Il responsabile amministrativo e direttore generale della Clinica è il bioingegnere Sergio Franco, uno dei “Memores” di Buenos Aires, già trasferitosi ad Asunciòn. Ovviamente,  in compagnia di alcuni amici e sotto la guida del padrone, il Santissimo Sacramento, di cui Padre Aldo è il “facente funzione”.   A Sergio spetta chiedere, mediante gli organi competenti, ciò di cui la clinica ha bisogno. Per le altre opere il punto di rifermento è Padre Paolino, a cui spetta verificare ogni domanda.

 b-     Sergio è stato scelto come il punto di rifermento per coloro che lavorano nell’area della sanità del Continente.

 c-      Il punto di riferimento in Italia, per questioni concrete dell’opera, è il Console Onorario del Paraguay, il dott. Roberto Sega. Questo anche per facilitare eventuali richieste di materiale o altro. Per cui, quanti desiderino aiutarci, si rivolgano  a lui, che vive a Concorezzo in provincia di Milano. Il suo cellulare è *39 3358225801 o telefono de casa +39 039 647448  e la sua mail è      roberto.sega@unimib.it

 d-     Comunque, per quanti desiderino venire da noi, il punto di riferimento è quanto già indicato dal Centro Internazionale: Don Michele Berchis. Principio che vale sia per chi già da anni viene o per chi desidera venire per la prima volta. È necessario riconoscere che il movimento è uno e tutti dobbiamo amare questa unità prima di tutto. Ciò che nasce da questa unità è gratuità ed educa. Ciò che nasce dalla propria generosità, al contrario, a lungo andare, crea confusione e distrugge, come già accaduto.
 Cari amici, l’esperienza di questi anni, ci ha reso coscienti che solo questo è il cammino per educarci ad aiutare la nostra missione. Obbedire a queste indicazioni è, per noi, motivo di pace e, per voi, di affetto autentico per noi. Ricordatevi poi che la nostra missione è solo quella di annunciare Cristo , educando i nativi a diventare loro stessi protagonisti della loro vita e delle eventuali opere. Ma per questo, è necessario che accada per noi che viviamo qui ciò che il Battista diceva di sé: “ è necessario che io diminuisca e Lui cresca”. Noi siamo qui solo per custodire la gioia di questi amici che hanno incontrato Cristo e non per essere loro padroni. Spero che, anche chi reclama giustamente una amicizia  di autentica data,  riceva con grande allegria questa richiesta e, in particolare, se è vero amico, segua con affetto Carròn, perché solo così godrà della bellezza del crisma e servirà veramente le Missioni, come ci dice e chiede , avendo proclamato questione delle “Missioni”, Santa Teresina, che visse sempre in un monastero di clausura.
 P. Aldo

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