giovedì 27 dicembre 2018

Carrón: «La sorpresa del Natale, vittoria contro le paure»

 «L’iniziativa audace che Dio ha preso con Maria ci raggiunge anche in questo Natale, rinnovando l’annuncio di una novità radicale». L'articolo del Presidente della Fraternità di CL sul "Corriere della Sera" del 23 dicembre
Julián Carrón
 
Caro Direttore, l’insicurezza esistenziale con cui l’uomo di oggi si trova a fare i conti così spesso, lo fa precipitare nella paura. Quante situazioni non può controllare con le sue forze! Era successo già al tempo del profeta Isaia: nell’imminenza di una guerra, la casa di Giuda cerca di assicurarsi l’alleanza di una potenza straniera, gli Assiri. Davanti alla paura la tentazione è sempre quella: affidarsi al potere, al più forte, perché ci liberi dallo stato di insicurezza in cui ci si trova. Ma i conti non tornano e la paura non viene meno. A questo punto, Dio prende l’iniziativa e si rivolge ad Acaz, re di Giuda, attraverso il profeta Isaia, per indicargli che quella non è l’unica strada, che ce n’è un’altra più sicura: affidarsi all’unico «potere» in grado di andare fino alla radice della paura e di sconfiggerla (cfr. Is 7,10-14). Quella via che noi giudicheremmo una astrazione diventa la più realistica. Il popolo d’Israele lo ha verificato una volta dopo l’altra nella sua storia.
Elia e Giovanni Gagini, "Adorazione dei magi", 1457. Via degli Orefici, Genova, l'immagine del Volantone di Natale di CLElia e Giovanni Gagini, "Adorazione dei magi", 1457. Via degli Orefici, Genova, l'immagine del Volantone di Natale di CL
Dio non proclama semplicemente di avere una passione per il destino dell’uomo: Egli interviene nella storia. Lo fa prendendo iniziative che possono anche sconvolgere situazioni che sembrerebbero già definite. Come nel caso di una giovane donna, Maria, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, Giuseppe (cfr. Lc 1,26-38). Potrebbe essere percepita come una interferenza indebita di Dio, che fa saltare i piani di due promessi sposi: in realtà è l’iniziativa che ogni uomo, consapevolmente o meno, attende, a cominciare da Maria: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te!» Chi non desidererebbe essere investito da questo sguardo pieno di tenerezza? È come se, all’annuncio dell’Angelo, Dio le avesse detto: «Solo una presenza può rispondere a tutta la paura del mondo e a tutta l’insicurezza degli uomini; io faccio percepire prima di tutto a te, faccio accadere in te questa presenza, la faccio vibrare dentro di te perché possa arrivare a tutti! Concepirai e darai alla luce un figlio e lo chiamerai Gesù».
Chi non desidererebbe essere investito da questo sguardo pieno di tenerezza? È come se, all’annuncio dell’Angelo, Dio le avesse detto: «Solo una presenza può rispondere a tutta la paura del mondo»
Con questa iniziativa assolutamente unica, Dio assicura a lei e a tutti gli uomini che non saranno più soli, né vittime della paura, che potranno sempre appoggiarsi a quella Presenza, in qualunque situazione vengano a trovarsi; di fronte a qualunque sfida, potranno non temere, perché potranno viverla nella compagnia con Lui: hanno trovato grazia presso Dio.

Ma questa iniziativa va accolta. La risposta non è per nulla scontata. Nemmeno quella di Maria. Nell’udire quelle parole si sarebbe potuta spaventare o essere talmente sopraffatta da voler scappare. C’erano di mezzo la ragione e la libertà di quella giovane donna. Maria si rende disponibile accettando quell’annuncio imprevisto e imprevedibile: «Avvenga per me secondo la tua parola».
Il momento più drammatico, tuttavia, deve ancora venire: è quando l’Angelo si allontana da lei. Perché quell’allontanarsi di Dio? Il Mistero non vuole imporsi prepotentemente, quasi si ritrae dalla scena per lasciare spazio alla sua libertà. Perché non glielo risparmia, ci domandiamo a volte sconcertati? Perché quell’annuncio non può essere subito passivamente, tantomeno imposto dall’esterno. È solo nella libertà che può diventare suo. E come è diventato suo? «Maria conservava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». Da allora la Madonna ha dettato il metodo della vita, per affrontare tutte le circostanze. Per questa via emerge un io nuovo: un io con una autocoscienza nuova, non più schiacciato dalla paura, perché tutto dominato da quella Presenza. È una possibilità a portata di mano della libertà di Maria, così come è accessibile a ciascuno di noi, che siamo raggiunti oggi – attraverso incontri concreti, determinati – dall’annuncio del «Dio con noi».
Il Mistero non vuole imporsi prepotentemente, quasi si ritrae dalla scena per lasciare spazio alla sua libertà. Perché non glielo risparmia, ci domandiamo a volte sconcertati?
L’intervento del Mistero nella nostra esistenza non sconfigge la paura come per magia, ma investe la vita della Sua presenza, provocando la nostra ragione e la nostra libertà a riconoscerla. Solo chi la riconosce e vi si affida potrà verificare fino a che punto questa paura è vinta dalla Sua presenza. «Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1,45).
Dio non ci risparmia la strada della verifica, come non l’ha risparmiata alla Madonna. La vittoria sulla insicurezza esistenziale e sulla paura avviene secondo un disegno che non è il nostro, ma avviene. L’iniziativa audace che Dio ha preso con Maria ci raggiunge anche in questo Natale, rinnovando l’annuncio di una novità radicale: «Il cristianesimo è una presenza dentro la tua esistenza, una presenza che assicura un cambiamento inimmaginabile, inimmaginabile» (don Giussani). Lo abbiamo visto testimoniato nella storia: non c’è ostacolo che tenga davanti alla Sua iniziativa: scetticismo, incapacità, malattia, circostanze.
La vittoria sulla insicurezza esistenziale e sulla paura avviene secondo un disegno che non è il nostro, ma avviene
Se accogliamo la sua Presenza, che ci raggiunge oggi attraverso un segno umano, si introduce in noi quel cambiamento. Non siamo più soli davanti agli imprevisti della vita. Come ha detto papa Francesco nei giorni scorsi, «il Natale porta cambi di vita inaspettati: l’Altissimo è un piccolo bimbo. Chi se lo sarebbe aspettato? Natale è celebrare un Dio inedito, che ribalta le nostre logiche e le nostre attese, una sorpresa, non una cosa già vista» (Udienza generale, 19 dicembre 2018).

Troverà anche oggi un cuore disponibile ad accoglierlo?

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