giovedì 26 luglio 2012

Messaggio, 25. luglio 2012

"Cari figli! Oggi vi invito al bene. Siate portatori di pace e di bontà in questo mondo. Pregate che Dio vi dia la forza affinche' nel vostro cuore e nella vostra vita regnino sempre la speranza e la fierezza perchè siete figli di Dio e portatori della Sua speranza in questo mondo che è senza gioia nel cuore e senza futuro perchè non ha il cuore aperto verso Dio, vostra salvezza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

martedì 24 luglio 2012

lettera del 23 luglio 2012

Da: Antonio Aldo Trento 
Data: 23 luglio 2012 15:23:08 GMT+02:00
A: undisclosed-recipients:;
Cari amici,
molti di voi mi hanno scritto, vedendo il mio silenzio, preoccupati  che mi sia accaduto qualcosa. E di fatto il Signore in questi mesi mi ha provato duramente rendendomi per pura grazia, ancora più certo di appartenergli totalmente. Nessuna opera di Dio nasce senza che la libertà umana provocata dalla realtà, diventi una pura adesione all’essere.
Ancora una volta il Mistero è entrato fino al midollo delle mie ossa, per cui ho vissuto questi mesi solo fissando continuamente Gesù dentro le circostanze dolorose che mi ha regalato. Ci sono stati momenti che non riuscivo a vedere la luce e in cui mi ripetevo continuamente “io sono Tu che mi fai” attraverso le circostanze apparentemente negative  che ero chiamato a vivere. La cosa bellissima in questi mesi è stata la pace del mio cuore, una passione ancora più grande per i miei pazienti  terminali, i barboni o anziani abbandonati da tutti e per i miei bambini. Questi miei figli mi ripetevano “animo padre Aldo, perché offriamo il nostro dolore a Gesù per te”.  E aggiungevano: “Padre, tu ci hai sempre detto “animo” e adesso siamo noi a dirtelo”. Stando con loro era ed è per me un’allegria perché per me sono Gesù nella croce. “Tutto posso in Colui che mi dà la forza” afferma S. Paolo. Ebbene, ho toccato con mano la carnalità di questa esperienza. Ovvero non c’è niente di più bello e commovente che stare nella croce con Gesù, offrendosi come sacrificio al Padre, perché tutti gli uomini possano incontrare la misericordia del Padre. “È necessario soffrire perché la verità non si cristallizzi in dottrina” scriveva Mounier. Ed è vero perché altrimenti  è difficile gustare la bellezza di vivere affermando con la vita “Tu o Gesù”.  Gesù mi ha preso con sé dentro una modalità che non pensavo neanche come una ipotesi, e il mio povero SI a Lui è stato ed è sufficiente perché nella pazienza del tempo, che spesso sembra eterna, sperimentare la letizia di essere tutto, ma proprio tutto, di Gesù. Che bello tanto nel dolore fisico come quello morale vibrare della Sua compagnia. Vorrei augurare a tutti coloro che soffrono, in particolare ai depressi, di partire solo da Gesù per affrontare il dolore perché è tutta un'altra cosa. Solo così si può stare come in questi giorni davanti a Gabriel di 18 anni che sta morendo di cancro e piangendo chiede a quanti si avvicinano di dargli un bacio. E in questo piccolo gesto egli trova quel sollievo che neanche la morfina può dargli. È proprio vero, si può affrontare tutto, qualsiasi situazione dentro quell’abbraccio di cui parlano Giussani e Carrón. In questi mesi, oltre alla compagnia dei miei ammalati, dei due sacerdoti che stanno con me, è stata commovente l’amicizia di Marcos e Cleuza che più volte sono venuti apposta a stare con noi. L’ultima volta, alcuni giorni fa, sono arrivati alle 3 del mattino, a causa del ritardo dell’aereo. Avevano vissuto una giornata intensa, erano stanchissimi eppure, per poche ore di compagnia, hanno deciso di venire a visitarci, disdicendo tutti i loro appuntamenti del giorno dopo. Una gratuità possibile solo in chi è innamorato di Cristo. E non bastasse questo, la Provvidenza ci ha mandato padre Alberto per camminare assieme. È già arrivato ed è qui con noi, ma su questo voglio ritornare perché quello che è accaduto è spiegabile solo alla luce della Provvidenza e di una appartenenza radicale al Movimento. Sono stato un po’ lungo ma desideravo a questo punto, vedendo la preoccupazione da parte di molti amici, rispetto alla mia persona, mi è sembrato giusto raccontarvi un po’  di quanto sto vivendo. Amici, credetemi, non c’è niente di più bello, di più affascinante dentro il dolore, del guardare in  faccia Gesù e dirgli “Gesù sono solo e tutto tuo”. E questo è il segreto di ciò che Dio sta facendo con le opere di carità, espressione della sua tenerezza, del suo amore, della sua passione per l’uomo.
P.Aldo

lunedì 23 luglio 2012

eterofobia?

Secondo alcuni cattolici di (estrema) destra starebbe dilagando l'eterofobia. Pur non essendo una questione veramente seria, approfittiamo dell'otium estivo per riflettere anche su questa bizzarria (o forse meglio sarebbe dire su questo fenomeno da baraccone). La domanda è "esiste un fenomeno eterofobia?"
Per rispondere è anzitutto necessario definire che cosa si intenda con questa espressione. In assenza di vere e proprie definizioni (sarebbe chiedere troppo a chi non usa la ragione) dobbiamo formulare delle (verosimili) ipotesi. Ci aiuta senza dubbio il raffronto con l'omofobia: in effetti la parola eterofobia viene coniata, o almeno manipolata, in evidente funzione di bilanciamento dell'utilizzo del concetto di omofobia: come dire che il vero problema, la vera piaga non è l'omofobia, ma l'eterofobia.
Si tratta dunque di un fenomeno simmetrico e opposto all'omofobia. Quest'ultima è la paura del diverso, anzi l'odio per gli omosessuali, odio che si esprime in atteggiamenti vessatori, discriminatori e persecutori ai danni degli omosessuali, impedendo loro di esprimersi liberamente secondo la loro specifica modalità di vivere la dimensione sessuale, a partire dalla violenza verbale fino a giungere a quella fisica, il pestaggio e in taluni casi l'uccisione. L'omofobia si è manifestata ad esempio nel corso dei secoli con legislazioni che prevedevano punizioni per i responsabili di atti omosessuali, fino alla pena capitale.
Dunque l'eterofobia sarebbe un odio per gli eterosessuali, che si esprimerebbe in atteggiamenti vessatori, discriminatori e persecutori nei loro confronti, partendo dalla violenza verbale fino a giungere alla violenza fisica. E' sottinteso che il soggetto, protagonista di queste violenze, sarebbero i gay, omosessuali organizzati in potenti lobbies che avrebbero ormai preso il potere nel mondo e starebbero imponendo una strisciante dittatura gay (in effetti anche questa è una implicazione del concetto di eterofobia).
Siamo davvero a questo punto? Esiste una dittatura gay che perseguita gli eterosessuali? I fatti non sembrano suffragare questa ipotesi: in molti paesi del mondo (i paesi meno sviluppati) gli omosessuali sono ancora sottoposti a leggi discriminatorie che in qualche caso prevedono addirittura la pena capitale, ciò che mal si concilia con una loro presa del potere; ma anche nei paesi occidentali più sviluppati il massimo a cui si è arrivati è una legislazione che equipara i gay agli eterosessuali (vedi riconoscimento del matrimonio omosessuale), ma non risulta che la legislazione affermi una superiorità degli omosessuali sugli eterosessuali. L'omosessualità è depenalizzata ed equiparata all'eterosessualità, come eccezione tollerata, non come norma da imporre a tutti. Né constano episodi, ad esempio, di pestaggi di eterosessuali ad opera di attivisti estremisti gay, al grido di "gay tutti!" Se un bacio etero in un bar omo ha provocato come reazione l'espulsione della coppia etero da quel bar ciò non autorizza a parlare di eterofobia, nemmeno in quel caso: in effetti non si vuole impedire agli etero di esprimere liberamente la loro sessualità ovunque, ma solo in quella infinitesimale porzione del mondo che è un bar gay.

una obiezione

Sarà - immaginiamo l'obiezione - ma non è che negando l'eterofobia si è costretti ad ammettere l'omofobia, che a sua volta è usata come grimaldello per far passare i cosiddetti diritti?
Intanto cominciamo col dire che se una cosa non c'è, non si può dire che c'è. Se non c'è non c'è. E l'eterofobia non c'è, come abbiamo cercato di dire.
Quanto all'omofobia è vero che essa ha come due risvolti, uno vero e uno falso. Da un lato infatti essa denota un fenomeno reale, e negativo: la violenza contro gli omosessuali, che un cristiano non può legittimare e con cui non può essere connivente. D'altro lato è pur vero che la parola omofobia viene strumentalizzata: come se fosse omofobica qualunque opposizione alla totale equiparazione tra eterosessualità ed omosessualità. E ciò è ideologico e negativo.
Non è però che per strappare la zizzania del senso "cattivo" di omofobia, si possa strappare anche il buon grano del senso "buono" di omofobia. Rifiutiamo il primo, ma accogliamo il secondo: opponiamoci alla violenza contro i diversi, senza perciò approvare i cosiddetti "diritti".

lunedì 2 luglio 2012

Messaggio, 25. giugno 2012

"Cari figli! Con la grande speranza nel cuore anche oggi vi invito alla preghiera. Se pregate figlioli, voi siete con me, cercate la volontà di mio Figlio e la vivete. Siate aperti e vivete la preghiera; in ogni momento sia essa sapore e gioia della vostra anima. Io sono con voi e intercedo per tutti voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Messaggio, 2. Luglio 2012

"Figli miei, di nuovo vi prego maternamente di fermarvi un momento e di riflettere su voi stessi e sulla transitorietà di questa vostra vita terrena. Poi riflettete sull’eternità e sulla beatitudine eterna. Voi cosa desiderate, per quale strada volete andare? L’amore del Padre mi manda affinché sia per voi mediatrice, affinché con materno amore vi mostri la via che conduce alla purezza dell’anima, di un’anima non appesantita dal peccato, di un’anima che conoscerà l’eternità. Prego che la luce dell’amore di mio Figlio vi illumini, che vinciate le debolezze e usciate dalla miseria. Voi siete miei figli e io vi voglio tutti sulla via della salvezza. Perciò, figli miei, radunatevi intorno a me, affinché possa farvi conoscere l’amore di mio Figlio ed aprire così la porta della beatitudine eterna. Pregate come me per i vostri pastori. Di nuovo vi ammonisco: non giudicateli, perché mio Figlio li ha scelti. Vi ringrazio."