sabato 25 agosto 2012

lettera del 23 agosto 2012


Cari amici,
ogni giorno che passa sperimento che il mio unico compito è riconoscere in ogni dettaglio la Presenza del Mistero e farmi guidare da Lui, obbedendo alla realtà che si fa presente dentro ogni circostanza, anche la più dolorosa, dalla quale istintivamente vorrei fuggire. Il mio compito è sempre più chiaro: dire SI, mendicare la Sua Presenza, come Fortunato, il vecchietto della foto che con i suoi 77 anni due volte al giorno (mattina e pomeriggio) viene a visitarmi, camminando appoggiato al suo bastone. Due ore, fra andata e ritorno e sempre puntuale come un orologio. I suoi passi sono lenti, ma sicuri. Mi cerca dappertutto. Le sue tappe sono la clinica, la segretaria e il caffè letterario. Quando mi incontra o incontra un sacerdote si inginocchia e chiede la benedizione e una pastiglia per il mal di testa. E non si alza finchè non ha ottenuto la pastiglia. Non importa se è una caramella rotonda. L’importante è che sia bianca. La cosa che mi commuove e il suo continuo camminare, la sicurezza che gli da il rapporto con noi. Per me Fortunato come gli ammalati è il richiamo più potente a non dimenticare che sono un mendicante, un pellegrino dell’Assoluto. Fortunato con il suo mettersi in ginocchio quando mi incontra mi ricorda che per stare in piedi  ho bisogno di vivere in ginocchio. In questi giorni nella clinica sono morti molti pazienti (anche due al giorno) con il corpo sfigurato per il cancro o per gli effetti collaterali dell’AIDS (Dio mio che impressione vedere giovani corpi con le membra, in particolare gambe, piedi, braccia, deformati
 o pieni di piaghe…) e sinceramente se non vivessi in ginocchio come il mio amico di 77 anni non ce la farei a guardare in faccia tutto questo male. Ogni piaga è per me Gesù sulla croce e per questo quando celebro la Messa al momento della pace non posso non baciare la fronte del defunto. “Credo la risurrezione della carne (si … quella carne piena di piaghe o quelle membra deformate di giovani donne e uomini e che solo la fede permette guardare e toccare) e la vita eterna. Amen”. Se non fosse vero questo non mi interesserebbero  tutti gli altri articoli del Credo. Per questo non posso non essere grato al Signore per ciò che ha fatto costruendo questa clinica o le casette per anziani soli o abbandonati o della strada che mi offrono la grazia de stare stupito di fronte al Mistero. Fortunato era in una di queste case per anziani e “vagabondi” ma un giorno ha voluto la sua libertà di camminare come i suoi antenati guaranì e lo abbiamo lasciato andare.. eppure da quel giorno ci cerca tutti i giorni. La libertà è proprio il cammino guardando chi ci vuole bene perché vuole bene al nostro destino. Nella casa per anziani c’è Bernarda, una vecchietta con una storia difficile. Viveva in una catapecchia vicino al Ministero della Finanza. Tutti la conoscevano. Però un giorno con un inganno i funzionari del ministero la portano da noi perché in quel posto debbono costruire un edificio. Lascio immaginare il suo dramma. Ogni giorno quando arrivo da lei con la processione eucaristica vuole con la mano toccare l’ostensorio e chiede a Gesù: “Dammi la mia libertà, perché non sopporto più di stare qui”.. . Osservandola vedo i suoi occhi spalancarsi mentre guarda l’ostia divina supplicando la sua libertà. Vedo in lei una ansia di infinito perché la libertà cerca solo questo. Ed è l’unica cosa che Bernarda chiede.
Un abbraccio,
P. Aldo

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