lunedì 18 aprile 2011

lettera 17 Apr 2011

Da: padre Aldo TRENTO
 Data: Sun, 17 Apr 2011 19:41:30 -0400
 
 Carissimi,
 Oggi il piccolo Victor ha compiuto 4 anni. Il suo lettino, come vedete nella foto, è stato rivestito come nelle grandi solennità liturgiche l´altare della chiesa o di una cattedrale. Sì perché il lettino dove, dalla nascita Victor incoscientemente e innocentemente offre la sua vita, il suo dolore che lo fa gemere, è come l´altare dove Gesù Eucaristico si offre vittima di espiazione per i miei, per i nostri peccati. Vedete come le tenere infermiere l’hanno vestito bene! Vestito a festa, per un giorno senza il quotidiano pigiamino. Sopra il suo capezzale c´è un bigliettino, come sopra quello di ogni ammalato. Nel bigliettino di Victor c´è scritta la ragione, il motivo del suo soffrire: per il Santo Padre.
 Lui, Victor, offre con noi la sua vita per il Papa, ed io sono certo che il Papa sente l’affetto misterioso del grande dolore di Victor, il mio piccolo Gesù che non termina di gemere stringendo le sue piccole mani a forma di pugno per comunicare il suo dolore. Lo guardo con una tenerezza che mi fa sempre più desiderare l´infinito, il Mistero fattosi carne in lui, piccola ostia bianca. Io ho bisogno di lui perché al solo guardarlo mi si sveglia in modo potente la certezza granitica di essere solo ed esclusivamente relazione con il Mistero. Lo guardo e vibro dentro tutto il dolore che porto con me della certezza “io sono Tu che mi fai”.
 È questa certezza che anche in questo momento in cui sto scrivendo mi sostiene, mentre so che la mia piccola Milagro, con la sindrome di Down, sta morendo e chissà fra qualche ora ce la rimanderanno alla casetta di Betlemme o alla Clinica per morire. È nata con con mille problemi fisci. Quando ha le crisi respiratorie, diventa paonazza. È uno scricciolo, mi fissa con i suoi occhietti bellissimi, si porta con le sue manine i piedi sulla bocca e sorride (questo fino all´altro ieri, prima della crisi).
 Anche lei una piccola ostia bianca, che mi rompe il cuore, e mi fa solo desiderare l´infinito. Come il venerdì sera quando tornando con P. Paolino alle 23 dalla “casita di Belén” abbiamo alzato gli occhi al cielo ed era bellissimo. Una insieme di nuvole di differente grandezza e colore (bianche, grigie, nere) unite una all´altra attraverso, potremmo dire, una specie di cordone ombelicale. Fra l’uno e l´altra un azzurro intenso in cui brillavano le stelle del cielo tropicale e la luna piena al centro di tutto. Ci siamo fermati con la faccia all´insù a guardare quello spettacolo sentendo il brivido dell´Infinito reso presente in quella bellezza, la stessa bellezza di Victor e Milagro. Anzi, in quel momento era ancora più evidente, che lo spettacolo, che stava sopra di noi, era bellissimo solo perché c´è Victor, c´è Milagro, c´è quel Tu, o dolce Gesù.
 Amici, chiudo qui perché mi hanno chiamato che nella casa famiglia per anziani c´è una vecchietta che è grave. Cosi è la mia vita di tutti i giorni: un imprevisto ad ogni momento che si rende Avvenimento. Ed è proprio bello stare ogni secondo sospesi con lo sguardo nell´Infinito e i piedi sulla certezza che Lui è qui. Mi affido e, affido i miei figli, alle vostre preghiere.
                                                                                                                       P. Aldo

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