venerdì 7 gennaio 2011

lettera del 6 gennaio 2011

Da: padre Aldo TRENTO
Data: Thu, 6 Jan 2011 12:30:24 -0300


L´UOMO RELAZIONE CON L´INFINITO
 Davvero l´uomo è solo relazione con l´Infinito e da questa certezza nasce quel dinamismo instancabile della vita che è la gratuità. Che grazia arrivare alla fine della giornata in cui il caldo umido del tropico sembra spegnere ogni energia e trovarsi con il cuore fresco della passione per Cristo, che diventa passione per l´uomo. Questa sera sono stato alla casetta di Betlemme, come cerco di fare ogni sera e Rosy, la bambina di tre anni che, come mi sente, corre fra le mie braccia, ha voluto si o si anche se tardi venire con me. Così mentre scrivo, lei è seduta qui davanti con un piccolo gelato e parla guardando le fotografie dei suoi fratellini della casetta. E pensare, che quando era arrivata, credevamo morisse per quanto aveva sofferto. Oggi, è come tutti i bambini, allegra e gioca. Vedo in lei l´evidenza de quel Mistero che mi fa e conseguentemente fa anche lei. Sempre più sperimento che solo vivendo con la certezza dell´Io sono Tu che mi fai è possibile salvare tutto e tutti. Come spiegare altrimenti che questi figli miei, con tutte le violenze sofferte, i guai che combinano siano felici?
L´uomo, tanto il bambino violentato come il violentatore, come ognuno ha bisogno di incontrare uomini definiti per il Mistero. Solo così nasce la gratuità. Quella gratuità che ho visto all´opera in questi giorni quando la dottoressa esperta in AIDS, Cristina, mi ha chiamato mentre curava il corpo di un ammalato di AIDS, in molte parti marcio e pieno di vermi. Ero spaventato mentre lei con le pinze toglieva da quel corpo marcio, uno per uno, questa miseria. A un certo punto le chiedo: ma Cristina come fai a resistere. E lei: “Padre, sto togliendo i vermi a Gesù”. Un minuto dopo l´ammalato, quel povero uomo che tiene anche una terribile psoriasi riesce a dire: “Io sono Gesù”.
Mi viene in mente la domanda di Gesù, davanti al cadavere di Lazzaro puzzolente come questo mio figlio, a Marta: “Credi tu questo?”. “Si Signore, io credo”. E così sono riuscito perfino a cenare nonostante la mia mente fosse fissa su ciò che avevo visto. Amici questa è la contemporaneità di Gesù di cui parla Carrón nel suo intervento natalizio. In questi giorni faccio molta fatica. Il caldo mi mette a K.O. il mio corpo è sempre una doccia. La tensione nervosa che mi crea è grande, come la irritabilità, eppure non è l´Alprazolan a rendermi sereno e calmo, ma il ripetere continuamente “io sono TU che mi fai”, “Signore ti offro”, “Tu, o Cristo mio”.
Amici, capite come tutto è una possibilità per dire “Tu o Cristo mio”. Cosi il lamento lascia il posto all´offerta. Ma da solo è impossibile. Per questo alla fine dell’anno ho preso l´aereo e ho passato tre giorni con gli amici Marcos, Cleuza, Bracco e Julián de la Morena. Avevo bisogno urgente di vedere gli amici, quei volti con cui la familiarità con Cristo è più evidente. Non abbiamo fatto nulla di speciale. Siamo stati assieme come Gesù con i suoi amici, riprendendo quanto Carrón ci ha detto per Natale e partendo dal giudicare la nostra vita. Il dialogo l´ho mandato a “Tempi” perché desidero che tutti, anche chi non conosce la nostra esperienza possa percepire che il cristianesimo è un’amicizia e cosa vuole dire che i cristiani sono gli amici di Gesù. Amici, davvero ho il cuore che brucia per Gesù e questo fuoco mi rende creativo, attento, per rispondere a ogni provocazione della realtà. Come adesso che Rosi –anche se non è stanca e sta toccando tutto nel mio ufficio- devo portarla a dormire con gli altri bambini. La guardo e sta mettendo sotto sopra il fax e i CD. Ma è bella. Lei è contenta, le basta stare con me. È ciò che passa per me con Gesù: basta stare con lui, perché poi è lui che fa, che porta avanti l´opera. Un abbraccio nel Signore a tutti. 

Con affetto. P. Aldo

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