domenica 26 dicembre 2010

lettera di p.Aldo, del 23 dic 2010

Da: padre Aldo TRENTO
Data: Thu, 23 Dec 2010 10:16:57 -0300


Cari amici, Gesú si é portato con se, in cielo, la mia piccola Liz, di 5 anni di etá. Era con noi nella clinica da tre mesi, a motivo di un cancro alla testa. É morta ieri lasciandoci tutti con il cuore spezzato e pieno di perché. “Padre, mi disse la segretaria della clinica, questa mattina ho paura di non farcela nel vedere ogni giorno tanto dolore”. Ed ha ragione, se Cristo non fosse qui, adesso. Senza quel bambino che il Natale ci ripropone come un Fatto vivo, contemporaneo, per che cosa vorrebbe la pena vivere?
Personalmente non riuscirei a vivere un minuto in piú circondato come sono da tanto dolore, dai mille “perché” della mamma di Liz, una donna che mi ha fatto ricordare la mamma della piccola Cecilia, morta di colera, di manzoniana memoria. Quanti anni sono passati dalla lettura di quel capitolo, eppure giá allora, a 15 anni mi comosse, come un segno profetico di ció che sarei stato chiamare a vivere tutti i giorni.
Capite allora, perché non posso stare un secondo senza gridare “Tu o Cristo mio” e senza rendervi ogni volta partecipi di ció che mi accade perché assieme dobbiamo imparare quanto Carron ci testimonia. Ieri quando é morta Liz  ho pensato subito a lui, alle ultime Scuole di Comunitá sul sacrificio, sul valore che ha e in che consiste. Solo cosí mi rendo sempre piú cosciente che é disumano, insopportabile, vivere, respirare un secondo senza che lui sia tutto per noi, senza che anche per noi sia vibrante ció che dice S. Paolo “per me vivere é Cristo e morire un guadagno”.
Quando ieri ero accanto al lettino di Liz, agonizzante, gli occhi semichiusi, il respiro affannato, la mamma dritta con una lacrima negli occhi quasi paralizzata dal dolore, non potevo baciando Liz non sentire presente il Misterio che  stava per portarsi in paradiso la piccola. Lei é morta come Gesú per me, per i miei peccati e quelli di tutti noi. Il mio sacrificioé la stima di Gesú che per me, per te é sceso dal cielo e si é fatto bambino e puoi é morto e risorto per me, per te.
É sconvolgente, commovente rendersi conto che Gesú prima della mia piccola Liz, ha fatto lo stesso percorso umano. L’abbiamo vestita come un angelo, con la corona nella piccola testa, come una piccola regina. Si perché lei é una regina come tutti noi che siamo battezzati. E poi l’abbiamo messa nella bara bianca. La sua casetta dove le sue ossa apetteranno la risurrezione finale.
Oggi mentre Liz veniva sepolta, abbiamo fatto il presepe vivente: Gesú bambino, un bebe nostro della Casita de Belen, con solo tre mesi di vita. E poi gli altri bambini come pecorelle, gli ammalati, gli anziani come pastori e re magi e anche parte di noi che viviamo con loro. Ciascuno ha fatto la sua parte. É stato in questo mare di dolore un’esplosione di vita di gioia. Davvero qui regna la vita, perché quel “Tu o Cristo mio” é l’unica ragione di ció che qui esiste e si vive. Amici, che i nostri occhi in questi giorni e sempre, dentro ogni situazione, anche la piú nera siano solo ed esclusivamente fissi in Gesú, perchè possiamo vivere commossi ogni istante della vita.
Amici ma che cosa c`é di piú bello che dire “Tu o Cristo mio”.
P. Aldo.

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