lunedì 16 agosto 2010

lettera del 14 agosto 2010


Cari amici, queste settimane sono state belle perché particolarmente difficili, per cui Paolino mi disse:”Andiamo a San Paolo a trovare Marcos e Cleuza”. “È proprio ciò che pensavo!” gli risposi. È bellissimo che anche lui senta questa esigenza, che è solo di chi è vero con la propria umanità. E così abbiamo preso l’aereo. Praticamente in questi due ultimi mesi ci siamo visti quasi ogni settimana. Arrivati Cleuza ci disse:” Se non venivate voi, con Marcos, entrambi impegnati nella campagna elettorale, venivamo noi da voi.”
Perché? Quando si vive intensamente la realtà, quando non si gioca con la propria umanità, quando non si va in ferie dal proprio io, a uno urge di stare con chi è impegnato nella stessa avventura. Il mondo di dolore nel quale vivo (solo sabato sono morti 5 pazienti), bambini, vittime della violenza , che arrivano di continuo, o l’impegno intenso di Marcos e Cleuza in questo momento in cui hanno la campagna elettorale, sostenuti solo dagli amici, perché non hanno il potere economico degli altri, con tutte le difficoltà che comporta , sì o sì, ti fa urgere di vedere il volto di chi più ti ricorda Cristo, o meglio di chi è la Presenza di Cristo.
Per questo è stato commovente il tempo passato assieme. Potrei sintetizzare così l’accaduto, perché per noi il vederci è sempre e solo un avvenimento.

1. Questa compagnia è piena di serenità, perché siamo uniti, siamo parte di una grande amicizia. L’impegno politico di Marcos è uno strumento privilegiato per annunciare Cristo, fare conoscere il Movimento e un mezzo per aiutare l’associazione di cui sono i responsabili. È bello vedere nel giornalino (2 milioni di copie) il programma di Marcos e la foto di noi suoi amici. Chi in Italia farebbe una cosa così? Per di più in piena campagna elettorale, fra un comizio e l’altro, è venuto a prenderci e poi portarci all’aeroporto. E inoltre non c’è impegno politico che lo distolga dalla Scuola di comunità e dagli incontri di Fraternità ogni lunedì. Diceva Cleuza:“Cristo si mostra attraverso una Presenza. Non mi manda dei segni ma amici, cioè una Presenza.” Il maggiore dolore di Cristo non fu fisico ma morale: la solitudine, l’abbandono, il tradimento. La presenza di Cristo è un’amicizia.

2. Noi abbiamo bisogno di questa compagnia, altrimenti come faremmo ad affrontare l’oceano di dolore che ci circonda, come ad esempio, le migliaia di bambini violentati e i loro violentatori? Che a loro volta sono vittime di abusi sofferti da piccoli?

3. “Io non posso amare Cristo se prima non esperimento l’amore che Lui ha per me. Ed è una allegria sperimentare questa Presenza dentro la lotta (anche politica) di tutti i giorni.

4. “Il pellegrinaggio fatto ad Aparecida ha indicato il limite delle nostre capacitá e per questo abbiamo mendicato camminando fino al Santuario. Adesso la campagna politica è la continuità di quel pellegrinaggio.  Non importa se Marcos vince o no, ciò che importa è che tutto questo è per la gloria di Cristo. Il risultato non importa come non importano i tradimenti o l’abbandono di alcuni amici. È accaduto anche a Gesú.”

Amici, buon Ferragosto, con questi pensieri improvvisi dei miei amici. Stare con loro è davvero una “conversatio in coelis”. Për questo ci rincorriamo a vicenda, perché è troppo grande la sete di Cristo.

Padre Aldo

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