mercoledì 7 luglio 2010

lettera del 6 luglio 2010

Da: padre Aldo TRENTO
Data: Tue, 6 Jul 2010 18:21:56 -0400

Carissimi,
                        approfitto dell’attesa, prima di prendere l’aereo San Paolo - Asunciòn, per farvi partecipi di quanto Cleuza ha detto durante l’incontro della nostra fraternità, alla quale ha partecipato anche P. Paolino.
“Se io non ho bisogno  di nessuno, non ho bisogno neanche di Cristo. Per questo ogni giorno mi educo a chiedere, per poter chiedere Cristo. Un esempio: ogni sera prima di dormire, chiedo a mio marito un bicchiere d’acqua. Se non faccio esperienza del bisogno umano, non farò mai esperienza di Cristo. Come può uno obbedire a Cristo se non obbedisce alla realtà? Io ho bisogno di voi e per questo ho bisogno di Cristo. Se una persona è ammalata e si trascura non curandosi perché dice di amare Cristo in quanto i poveri hanno bisogno di lui, in realtà non ama Cristo. Riconoscere prima di tutto il proprio bisogno e chiedere: questa è l’umiltà. Possiamo fare tutto per Cristo prescindendo da Cristo. Chi trascura la propria umanità, trascura Cristo. Non dimentichiamo quanto dice Giussani: il vero protagonista della storia è il mendicante.”
Amici, è stato un incontro bellissimo. Siamo arrivati a San Paolo alle 14 e 30 e siamo ripartiti per Asunciòn alle 21 e 30. Ritorneremo le prossime settimane per il pellegrinaggio ad Aparecida: 48 ore di corriera andata e ritorno. Ci saranno  P.Paolino (che guida le opere di Asunciòn)con 37 ragazzi e 9 amici della nostra fraternità. Sarà un’occasione, mentre i ragazzi faranno altre cose, perché i miei 9 amici con i collaboratori degli Zerbini faranno una mezza giornata di lavoro, verificando così i passi fatti in quest’ultimo mese da quando loro sono venuti in Paraguay.
È davvero  commovente come il prendere sul serio Carròn, l’essere figli, permetta un’amicizia operativa che diventa un segno per tutti. Siamo stati assieme 5 ore, ma davvero uno non si sarebbe mosso da quel luogo dove eravamo riuniti: due ore di dialogo, la Santa Messa e una cena alla Cleuza… che peccato avere il diabete!
Buone vacanze,
P. Aldo

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