sabato 3 aprile 2010

lettera del 29 marzo 2010

Cari amici,
                       nella scuola di comunità si parla della carità come “dono commosso di sé”. Oggi, domenica delle palme, la liturgia ci introduce a toccare con mano questa verità, che non può non diventare carne nel rapporto con se stessi e con gli altri. Vi mando tre foto. Sono la descrizione concreta della carità come dono commosso di sé. Nella sedia a rotelle c’è la piccola Lourdes, con metastasi in tutto il corpo. Ha 9 anni ed è la secondogenita di 5 fratellini. Muove solo gli occhi, sorride sempre , alza la mano destra con la quale cerca di alzare anche il braccio sinistro. È arrivata da noi per morire, secondo i medici però (per grazia di Dio) non  è detto che avvenga. Fra parentesi molti malati “terminali”che sono venuti qui, ora sono a casa loro, o, quelli abbandonati per l’AIDS, nella nostra fattoria. Miracolo della carità, come dono commosso di sé. La piccolina, la mia Lourdes (mi vuole un sacco di bene), è assistita dalla giovane mamma le 24 ore. Un giorno abbiamo chiesto a Lourdes: “Vorresti ricevere Gesù facendo la prima comunione?” il suo sguardo si illuminò. Preparandola alla prima comunione, ci siamo resi conto che voleva un regalo: che i suoi genitori ricevessero il Sacramento del Matrimonio. La Hermana Sonia parlò con loro che, di fronte alla richiesta della loro bambina, annuirono. E cosi oggi, domenica delle palme, è accaduto il miracolo. Arrivato il momento del “sì”, la piccola Lourdes si è messa a piangere dalla commozione, dalla felicità. Cercava di alzare la testa per guardare in faccia i genitori ma non ci riusciva. I suoi occhi brillavano commossi e felici. Una volta in più ho colto due cose: la carità è dono commosso di sé e se il grano di frumento non muore, non dà frutto. Il martirio di Lourdes è l’origine della pietà divina che ha permesso di dare il voto sacramentale a quella unione. Lourdes ha dato la vita per i suoi genitori. Come vorrei, cari amici, che possiate solo immaginare la gioia della piccola, dentro  tutto il dolore, nel sentire il “sì” per tutta la vita di quel giovane padre e di quella giovane madre! Arrivato il momento della sua prima comunione, dovevate vedere il volto di Lourdes. Il modo in cui ricevette Gesù è indescrivibile. A me sono rimaste le lacrime e l’incapacità di parlare. Capite cosa voglia dire “dono commosso di sé”? Cosa voglia dire “io sono Tu che mi fai”? Cosa significhi “guardare in faccia a Cristo”? Guardate le foto. È Gesù che all’inizio della Settimana Santa ci fa partecipi della Sua gloria. Come vorrei che tutti capissero anche la bellezza del Sacramento del Matrimonio, per il quale la mia piccola Lourdes ha dato la vita rispetto ai suoi genitori! Guardando lei pensavo ai miei 32 figli piccoli della casetta di Betlemme che ogni giorno mi riempiono di letterine che dicono la cosa più bella e semplice del mondo: “Per il mio papà Aldo: ti amo perché sei il migliore papà del mondo” e un cuore rosso raffigurato. Qualcuno, a ragione, dirà: “Esagerato”. Ma per chi non ha avuto nessuno o è stato violentato, percepisce che la verginità è l’unica forma di paternità e rende l’uomo capace di un amore impossibile senza questa grazia.
Buona Pasqua cari amici,
mi affido alle vostre preghiere.
P. Aldo

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