sabato 3 aprile 2010

cristiani adulti e Magistero

Negano che il Magistero sia una guida da seguire: il motivo è che ha storicamente sbagliato, di molto e molto spesso.

Obiezioni che faccio: a) il Magistero ha sbagliato, ma non sull'essenziale, non sul dogma;
b) se non seguo altro da me, seguo me stesso (infatti perché dovrei seguire una realtà altra da me che non sia il Magistero? se non posso fidarmi di coloro che sono stati posti lì da Gesù Cristo, perché dovrei fidarmi di altri?), e una realistica considerazione di me stesso mi fa definire come incerto e mutevole, quale non può essere la verità, riflesso dell'Immutabile Verità. Per cui se mi affido a me stesso, ho poco da stare tranquillo...

Peraltro c'è una coerenza tra la negazione della provvidenza e la negazione del Magistero: quest'ultimo può essere garantito (nella sua funzione) solo da un intervento di Dio nella realtà; viceversa se Dio non agisce nella storia e nella realtà, nessuna realtà storica può pretendersi privilegiata rispetto ad altre.

Da notere che, come ulteriore corollario, dovrebbe venir dedotto che lo stesso Cristianesimo non ha titoli di maggior verità delle "altre religioni": si tratta solo di tentativi strutturalmente fallibili fatti dall'uomo per rapportarsi a un Ente Supremo dai contorni decisamente nebulosi.

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