giovedì 25 marzo 2010

Piove sul ...Bagnasco

E' con amarezza che confesso che la recente bufera sulla Chiesa e sulla stessa figura del Santo Padre riguardo casi di pedofilia non mi stupisce più di tanto.
Forse mi sbaglio, però essa non è interamente riconducibile all'odio del mondo , all'odio inevitabile, ma è, almeno in parte, frutto di un odio evitabile. Il Santo Padre non lo merita, lui che è persona, e credente, e pastore degnissimo, ed è il rappresentante di Cristo in terra.
Tuttavia anche lui una piccola responsabilità a mio sommesso avviso, forse potrebbe averla: aver appoggiato di fatto, o almeno non contrastato, la linea Ruini-Bagnasco (di qui il titolo di questo articolo) secondo cui il punto oggi decisivo per la Chiesa è la riconquista di spazi legislativi negli Stati, a partire dalla quella Stalingrado ecclesiastica che sarebbe l'Italia (per chi non lo sapesse Stalingrado fu la città simbolo dove i sovietici arrestarono i nazisti nella seconda guerra mondiale).
A mio avviso questa linea è errata, perché parte dallo stato e non dalla società, dalle leggi e non dalla vita, dall'istituzionale e non dal vissuto. E lo è anche perché offre il fianco a quello che io chiamo odio evitabile: se tanto odio si riversa oggi sulla pur nobile e venerabile figura di Ratzinger è anche per ché si accumulata in molta gente, in Italia e all'estero (perché nell'ottica Ruini-Bagnasco l'Italia non è che l'inizio di una riconquista), la percezione di una Chiesa arrogante, che puntando tutto sul piano dell'etica naturale, merita di vedersi fare le pulci proprio su tale piano. Su cui, ahinoi, qualche pecca non manca.
Meglio sarebbe una Chiesa che invece di puntare sull'etica puntasse sull'ontologia, che invece di puntare a spingere la gente ad essere buona grazie alle leggi statali, puntasse a proporre l'Avvenimento imprevedibile e buono che ci salva in virtù del suo stesso esserci, dell'Iniziativa di un Altro.

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