domenica 28 marzo 2010

la passione di Gesù Cristo

qualche nota sul come

Secondo S.Brigida Gesù ricevette più di 5000 colpi di flagello. Probabilmente tale cifra, molto più elevata di quelle normalmente accettate (e ritenute sopportabili da un essere umano, per quanto sano e forte), dovrebbe probabilmente essere divisa per il numero delle punte acuminate presente sulla stessa frusta (almeno 10, ma forse molti di più). Per cui, probabilmente, è vero al tempo stesso che Gesù è stato colpito dalle punte acuminate per un numero superiore a 5000, benché il colpi sferrati dai suoi aguzzini fossero non più di un decimo.
Resta il fatto che la sua flagellazione è stata incredibilmente aspra: in tal modo Pilato sperava, con una quasi-morte, di impetosire la folla che invece chiedeva la crocifissione di Gesù. Ma questo spiega anche i tempi, decisamente brevi rispetto ad altre crocifissioni, della morte in croce.

Infatti secondo Baima Bollone, medico legale torinese ed esperto della Sindone, la causa della morte di Gesù non è stata (solo e soprattutto) asfissia meccanica: questa si sarebbe verificata così rapidamente solo nel caso in cui le braccia del crocifisso fossero state tenute in alto, perpendicolari o quasi al terreno. Invece, anche ammettendo che, come è stato rivelato a Teresa Neumann che i bracci della Croce non fossero esattamente paralleli al terreno, ma inclinati verso l'alto, a formare quasi una ipsilon, i polsi del crocifisso erano, sempre stando alla ricostruzione fatta dalla mistica tedesca, oltre che trafitti da chiodi, assicurati anche da una corda: in tal modo non poteva sopraggiungere una rapida asfissia meccanica. La quale del resto è incompatibile, secondo Baima Bollone, con il fatto che Gesù parlò dalla croce e poco prima di morire emise addirittura un forte grido, quale dei polmoni bloccati da sfissia meccanica non avrebbero potuto emettere.
Secondo lo studioso torinese la morte di Gesù è dovuta a un insieme di concause: fortissimo stress emotivo (documentato dalla reazione neurovegetative del sudore di sangue nel Getsemani), ripetute e gravi percosse, mancanza di alimentazione e di idratazione per circa 18 ore, ferite al capo (la corona di spine che non era solo ai lati ma anche sopra la testa) e a tutto il corpo (appunto la devastante flagellazione), la fatica del portare la croce verso il Calvario (con tre cadute che documentano il suo stato di prostrazione estrema), le innumeraveole umiliazioni subite in tale tragitto e sulla Croce, non ultima la denudazione, sia pure per breve tempo (secondo Teresa Neumann una donna impetositasi gli diede il suo scialle, con cui Gesù avvolse la vita) e infine le ferite dei chiodi alle mani e ai piedi e anche la asfissia da compressione del torace dovuta al carico del peso del corpo.

Una morte terribile, dunque. Sofferta per noi. Per me, che scrivo, per te, che leggi. Personalmente. E' mortto per me. Per te. Aveva presente me. Aveva presente te. Lo faceva per me. Lo faceva per te.
Quale incredbile degnazione, che Dio abbia sofferto per me, per te.
Lasciamoci commuovere. E muovere. Da tanto amore.

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